Home Chi siamo Servizi Pubblicazioni Domiciliazioni


INTERNET

Furti sul conto online: la Banca deve risarcire

Nuova pronuncia dell’ABF: a Fondi un correntista ha recuperato i 4000 euro sottratti fraudolentemente che la Banca non voleva risarcire

 

Ben 4000 euro sottratti a un correntista di Fondi a seguito di una frode informatica: ora la Banca dovrà risarcirlo. A deciderlo è stato il Collegio di Roma dell’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), un organismo indipendente che si occupa delle controversie tra i clienti e le banche e gli altri intermediari finanziari.

Il correntista nell’effettuare la regolare operazione di controllo del proprio conto, mediante il servizio di Internet Banking, si era accorto di un ammanco di ben 4.072 € inviati in Portogallo tramite bonifico bancario estero mai effettuato dall’ignaro consumatore.

L’uomo aveva immediatamente segnalato alla Banca il prelievo fraudolento dal proprio conto corrente e aveva anche sporto denuncia per truffa presso il locale Commissariato della Polizia di Stato.

Rifiutandosi la Banca di restituire la somma rubata, il correntista di Fondi aveva deciso di rivolgersi alla Confconsumatori di Minturno, per tutelare i propri diritti. L’ABF, sulla scorta del ricorso presentato dall’Avv. Barbara Romano, legale dell’associazione, rilevava che “qualora l’utilizzatore di servizi di pagamento neghi di aver autorizzato un’operazione di pagamento già eseguita è onere del prestatore di servizi di pagamento provare che l’operazione di pagamento sia stata autenticata”.

Pertanto, l’ABF ha riconosciuto la responsabilità della Banca nei confronti del Cliente per i danni derivanti dall’operazione fraudolenta con la condanna al riaccredito sul conto corrente dell’importo complessivo oggetto della truffa.

Grande soddisfazione per la decisione dell’Arbitro Bancario e Finanziario è stata espressa dall’Avv. Romano e dall’Avv. Franco Conte, Presidente Provinciale della Confconsumatori Latina, i quali hanno sottolineato che «è importante far conoscere ai consumatori i propri diritti anche nel campo bancario-finanziario. Difatti, la legge impone alle banche o alle società emittenti oneri probatori gravosi, cioè sono le banche a dover sopportare i danni conseguenti alle truffe informatiche e non, come troppo spesso accade, i consumatori».

 

Scarica la Pronuncia dell'ABF cliccando QUI.



UTENZE

Acqualatina “dimentica” l’allaccio: quattro anni senz’acqua

Il titolare di un esercizio commerciale aveva richiesto l’allaccio nel 2008: lo ottiene solo grazie a Confconsumatori e il ricorso al Giudice

 

Confconsumatori Latina è vicina agli utenti del servizio idrico pontino sin dal 2007 con azioni di sensibilizzazione e di assistenza dell'utenza. Tra queste, numerose, si inserisce una nuova sentenza, emessa dal Giudice di Pace di Minturno, Dott.ssa Sorrentino, che ha condannato il Gestore a risarcire i danni subiti da un utente per il mancato allaccio della fornitura.

Infatti, la regolare richiesta di allaccio presentata dal titolare di un esercizio commerciale nel lontano 2008 era stata “dimenticata” dal Gestore che aveva lasciato il malcapitato cittadino senza poter usufruire di un bene prezioso ed indispensabile quale l’acqua!

Nonostante gli ovvi e continui solleciti rivolti ad Acqualatina, solo grazie all’intervento del Magistrato si è potuta risolvere la situazione di assoluto disagio dovuta ad una scandalosa inerzia del Gestore.

«Il diritto all'acqua va considerato estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” - precisa l’Avv. Barbara Romano responsabile dell’Ufficio Legale della Confconsumatori che ha difeso in giudizio l’utente - l’acqua è un elemento fondamentale di sopravvivenza ed il fattore base per la prevenzione e il controllo di problemi sanitari; il potere di privazione dell’uso non può certo sussistere in capo ad un organo di gestione del servizio; una gestione dell’acqua come un prodotto industriale di impresa contrasta inevitabilmente con questo basilare principio etico»

In particolare, Acqualatina S.p.A. è stata condannata al risarcimento del  danno patrimoniale di 1000 euro oltre spese legali, in conseguenza del mancato rispetto degli impegni contrattualmente assunti in quanto la fornitura di acqua si inquadra nella fattispecie del contratto di somministrazione ex art 1559 cc.

«Non è possibile – ribadisce l'avv. Barbara Romano, - che a distanza di 4 anni una richiesta di allaccio dell’acqua rimanga inevasa per inerzia di Acqualatina. Ed è impensabile che un cittadino debba nel 2012 ricorrere alle Autorità giudiziarie per vedere sanciti i propri diritti alla vita».

La Confconsumatori, auspicando sempre e comunque la adozione di misure idonee a tutelare nel modo migliore il consumatore finale, chiede «il rispetto dei cittadini e delle regole più elementari della convivenza civile in una società ove il diritto all’acqua dovrebbe essere rispettato a spada tratta».

 

Scarica la sentenza cliccando QUI.



TELEFONIA

Firma falsa sul contratto: sentenza esemplare

Dopo aver palesemente falsificato il contratto, TeleTu aveva ignorato la denuncia e il tentativo di conciliazione: sentenza “punitiva”


Contratto modificato e firma falsa: a Gaeta Confconsumatori ha ottenuto una sentenza esemplare dal Giudice di Pace in materia di telefonia.

Un associato della Confconsumatori di Latina, assistito dall’avvocato Franco Conte, Presidente della Federazione Provinciale, ha ottenuto giustizia per una controversia nei confronti dell’operatore di telefonia TeleTu, condannato dal Giudice di Pace di Gaeta a risarcire 796 euro oltre spese legali.

Nel 2010 l’associato aveva firmato un contratto per cambiare il proprio gestore di telefonia fissa, convinto da un operatore telefonico di TeleTu che lo aveva rassicurato sulla possibilità di recedere nei termini di legge. Il giorno dopo la firma, dopo essersi consultato coi famigliari, il cittadino aveva deciso di esercitare il diritto di recesso, comunicando immediatamente la sua intenzione alla Società. Nonostante ciò, dopo qualche mese, l’associato si era visto recapitare la fattura del nuovo operatore e quindi si rivolgeva alla Confconsumatori.

A seguito del reclamo inoltrato per l’utente, la società di telefonia aveva trasmesso copia del presunto contratto, posto a fondamento del rapporto contrattuale, e qui la sorpresa. In pratica il contratto risultava essere stato modificato integralmente e la firma falsificata. Questa circostanza risultava evidente poiché l’utente aveva conservato la copia del contratto che aveva sottoscritto di suo pugno e riguardo al quale aveva prontamente esercitato il diritto di recesso.

«Il fatto grave che si è verificato in questa occasione – precisa l’avv. Franco Conte – è che la società di telefonia pur avendo avuto conoscenza della palese falsità del contratto a cui stava dando corso ha imperterrita continuato per la sua strada».

Dopo aver sporto denuncia il consumatore, assistito dal legale dell’associazione, ha avviato un’azione di risarcimento danni. Il Giudice di Pace ha accertato la responsabilità della società e l’ha condannata, ex art. 96 c.p.c., al pagamento della somma di 700 euro oltre spese legali.

«Questa sentenza – continua l’avv. Franco Conte – è importante poiché riconosce il cosiddetto danno “punitivo” allo scopo di scoraggiare l’abuso del processo e preservare la funzionalità del sistema giustizia. La Teletu infatti incurante della sua responsabilità e non tenendo conto della querela sporta, del tentativo di conciliazione espletato, ha ritenuto opportuno intasare la macchina della giustizia arrivando a definire la questione con una sentenza».

Scarica la sentenza cliccando QUI.



SERVIZI AI CITTADINI

Incubo Equitalia: un altro caso risolto a Latina

una cartella del 2006, già annullata, torna a minacciare un utente che si è trovato addirittura un'ipoteca sulla casa

Una cartella pazza del 2006, frutto di un errore ormai archiviato, ritorna dopo anni come un incubo per un cittadino di Latina che, addirittura, si è trovato un'ipoteca, illegittima, sulla casa di proprietà. Ancora una volta, un utente ha dovuto rivolgersi alla Confconsumatori di Latina per poter essere difeso e tutelato dalle continue richieste illegittime formulate da Equitalia.

Inizialmente l’utente aveva ricevuto una cartella di pagamento da Equitalia per la somma di € 72.617,59 nel lontano 2006 ma, in seguito, la cartella era stata annullata dall’Agenzia delle Entrate poiché non dovuta. Nonostante questo provvedimento di sgravio, Equitalia nel 2011 aveva notificato una nuova intimazione di pagamento, fondata sulla stessa cartella già annullata e aveva provveduto alla iscrizione di ipoteca su di un immobile di proprietà dell’utente. Il cittadino, così, si è visto costretto a proporre ricorso avverso l’intimazione di pagamento dinanzi alla Commissione Tributaria di Latina, tramite i legali di Confconsumatori.

Il Collegio giudicante ha dichiarato la cessata materia del contendere anche in conseguenza del fatto che l’Agenzia dell’Entrate, costituendosi in giudizio, ha precisato e confermato la circostanza dell’annullamento della cartella esattoriale e del consequenziale ritiro della pratica di recupero.

Quanto è accaduto è estremamente grave – dichiara l'avvocato Barbara Romano legale della Confconsumatori Latina che ha difeso il cittadino in giudizio – poichè si tratta di un caso di evidente errore e nonostante l’annullamento della cartella nel lontano 2006, Equitalia imperterrita ha continuato a vessare il cittadino con richieste illegittime arrivando sino alla iscrizione della ipoteca sulla casa di proprietà”.

Questa sentenza – continua l'avv. Franco Conte Presidente della Confconsumatori Latina – dimostra ancora una volta come troppo spesso Equitalia proceda con l’attività di riscossione anche in casi in cui non sussiste alcun diritto recando gravi danni ai consumatori. Nel caso specifico il nostro assistito aveva, tra l’altro, l’urgente necessità di vendere l’immobile e l’iscrizione di ipoteca gli ha di fatto creato notevoli disagi per i quali l’associazione sta già predisponendo per il tramite dei suoi legali un azione di risarcimento danni”.

Scarica la sentenza cliccando QUI.


ACQUISTI & CONSUMI

Consegnano divano letto diverso da quello acquistato: condannati a rimborsare

inascoltata la richiesta di sostituzione: disavventura risolta grazie a Confconsumatori Latina

Avevano scelto un divano letto per la loro casa, ma alla consegna si erano trovati davanti un modello diverso. La disavventura di una coppia di consumatori di Minturno si è conclusa positivamente davanti al Giudice di Pace che ha riconosciuto l’inadempimento contrattuale del venditore per aver consegnato un bene, in questo caso un divano letto, diverso da quello visionato ed acquistato presso l’esercizio commerciale.

I due consumatori avevano selezionato, tra i tanti modelli proposti dal mobilificio, il divano letto che desideravano, per l'acquisto del quale avevano anche sottoscritto un contratto di finanziamento. Al momento della consegna della merce, però, la sorpresa: il divano letto risultava essere evidentemente diverso da quello scelto ed acquistato. Verificata la difformità dagli stessi operai del mobilificio, i due clienti avevano inviato la richiesta di sostituzione rimasta inascoltata dal mobilificio. A quel punto la coppia si era rivolta alla sede di Confconsumatori Latina.

La Confconsumatori ha assistito i due associati provvedendo alla citazione in giudizio del mobilificio per la risoluzione contrattuale e la restituzione del prezzo. Il Giudice di Pace di Minturno, accertati i fatti, ha provveduto a dichiarare l’inadempimento contrattuale con la condanna alla restituzione del prezzo pagato di € 650,00 oltre le spese legali.

E’ importante ricordare a tutti i consumatori – affermano gli avvocati Barbara Romano e Franco Conte, legali di Confconsumatori Latina – che esistono precisi obblighi a carico dei venditori i quali sono direttamente responsabili per tutti gli eventuali vizi dei beni venduti per un periodo di due anni dall’acquisto e nel caso in cui non provvedano alla sostituzione o riparazione del bene possono vedere dichiarato l’inadempimento contrattuale e essere condannati alla restituzione del prezzo pagato. In particolare è bene che i consumatori si rivolgano alle associazioni di consumatori tutte le volte in cui i venditori cerchino di sottrarsi ai propri obblighi di garanzia previsti dal Codice del Consumo”.

Anche in questo specifico caso – continua l’avv. Romano – il Giudice ha stabilito che è preciso diritto del consumatore ottenere la sostituzione del bene che risulti essere difforme da quello visionato ed acquistato, e, in caso di inadempimento del venditore, questi non può che essere condannato per grave inadempimento contrattuale”.

Scarica la sentenza cliccando QUI.


SERVIZI AI CITTADINI

Equitalia: fermo amministrativo illegittimo

Nullo il preavviso di fermo amministrativo di un'auto per soli 200 euro: "Non è ammissibile intimidire i contribuenti con avvisi di ganasce fiscali"


La Commissione Tributaria di Roma ha dichiarato l'illegittimità del preavviso di fermo amministrativo emesso da Equitalia ed inflitto al ricorrente per il mancato pagamento delle tasse automobilistiche.

La Commissione con una recente sentenza ha sottolineato che il provvedimento di preavviso di fermo costituisce una “miniprocedura” autonoma e suscettibile di vizi propri. Nel caso in questione il preavviso di fermo è stato dichiarato nullo in quanto emesso senza aver mai comunicato l’avvio del procedimento all’ignaro cittadino che si è visto minacciare il fermo della propria automobile per soli 222,44 € con violazione del proprio diritto di difesa.

Finalmente i contribuenti, stanchi del modus operandi di Equitalia, – dichiara l'avv. Barbara Romano legale di Confconsumatori Latina – possono vedere tutelati i propri diritti. Non è ammissibile in tempi di ristrettezze economiche intimidire i contribuenti con avvisi di ganasce fiscali quando esiste una sproporzionalità tra il quantum debeatur ed il fermo su automobili usate per recarsi a lavoro ledendo il diritto alla libera circolazione”.

Questa sentenza – continua l'avv. Franco Conte Presidente della Confconsumatori Latina – si inserisce nel novero delle numerose pronunce che la nostra associazione, per il tramite dei propri legali, ha ottenuto in favore dei consumatori i quali hanno sempre il diritto di essere tutelati da abusi e forzature che sempre più vengono messe in atto dalle società di riscossione quale l'Equitalia a cui i vari Enti pubblici danno incarico di recuperare i propri crediti anche tutte le volte che tali crediti non sono supportati da tutta la documentazione richiesta”.

Scarica la sentenza cliccando QUI.


TELEFONIA

Attende invano 175 giorni l'Adsl pagata: avrà 4 mila € di danni

Un associato di Minturno (LT), esasperato, aveva inviato il recesso e si era trovato con altre bollette e senza linea telefonica. Telecom condannata.


Latina, 14 novembre 2011Ha atteso invano per 175 giorni l'attivazione dell'Adsl, già pagata. Esasperato invia il recesso ma si trova senza linea e con altre fatture da pagare. La storia di un associato Confconsumatori di Minturno (LT) si è conclusa davanti al Giudice di Pace, che con sentenza n. 174/11, ha condannato la Telecom Italia S.p.A. al risarcimento dell'utente che aveva regolarmente richiesto l’attivazione della linea ADSL, mai attivata nonostante il pagamento del contributo di attivazione e dei canoni mensili.

L’inadempimento contrattuale del Gestore si è protratto per ben 175 giorni ignorando le continue e incessanti lamentele dell’utente che nel frattempo veniva costretto illecitamente al pagamento di un servizio mai reso.

L’utente, esasperato, alla luce del prolungato inadempimento contrattuale, ha deciso di inviare una raccomandata a./r. per recedere dal contratto ADSL provvedendo anche al successivo invio a proprie spese del modem. A seguito della comunicazione di recesso, la Telecom Italia S.p.A. ha emesso un'ulteriore fattura comprensiva ancora una volta del canone abbonamento e del costo di noleggio router ed addirittura a sospendere la linea telefonica senza alcun preavviso scritto.

Solo a seguito dell’intervento della Confconsumatori-Latina, la Telecom Italia S.p.A. provvedeva finalmente ad ammettere il problema, riconoscendo il disservizio, le problematiche segnalate, scusandosi per l’accaduto e riconoscendo il rimborso dei canoni ADSL, dei canoni di noleggio router e del contributo di disattivazione oltre alle spese di restituzione del prodotto. Tuttavia il Giudice di Pace di Minturno ha stabilito che la Telecom “con la restituzione delle somme relative ai canoni indebitamente incassati, non ha minimamente indennizzato il pregiudizio patito” dal consumatore e pertanto condannava la Telecom al pagamento dell'indennizzo dovuto nella misura di  3.937,50 € oltre spese legali.

L'utente ha visto così tutelata la sua posizione  – dichiara l'avv. Barbara Romano legale della Confconsumatori Latina -  in quanto a ristoro del pregiudizio subito dall’utente derivante dai vari disservizi trova applicazione, in materia di garanzie offerte al cliente, quanto stabilito nelle Condizioni Generali di Abbonamento Telecom Italia S.p.A”.

Questa sentenza – continua l'avv. Franco Conte Presidente della Confconsumatori Latina – si inserisce nel novero delle numerose pronunce che la nostra associazione, per il tramite dei propri legali, ha ottenuto in favore dei consumatori i quali hanno sempre il diritto di essere tutelati da abusi e forzature”.

Scarica la sentenza cliccando QUI.


IMPIANTI E ENERGIA

Scarsa manutenzione impianti: Enel deve risarcire i danni

Confconsumatori Latina ha ottenuto il risarcimento per un utente danneggiato da uno sbalzo di tensione dovuto alla scarsa manutenzione degli impianti

26 maggio 2011 – Se il gestore non provvede alla manutenzione degli impianti, deve risarcire i danni agli utenti. Nei giorni scorsi il Giudice di Pace di Gaeta ha condannato la società Enel Servizio Elettrico S.p.A. al pagamento dei danni subiti da un utente a seguito di uno sbalzo di tensione verificatori a causa dello stato di cattiva manutenzione in cui si trovano le reti elettriche posizionate nel centro storico di Castellone di Formia.

E' stato infatti stabilito che: “risulta provato attraverso la testimonianza dei tecnici dell'Enel intervenuti sul posto per il ripristino della rete, che la causa della tensione irregolare nel flusso di energia elettrica era da attribuirsi all'allentamento del cavo neutro della morsettiera di una cassetta di derivazione di proprietà Enel”.

Lo sbalzo di tensione si era verificato nel novembre 2008 quando, a causa della cattiva manutenzione in cui versano le linee posizionate lungo i vicoli del centro storico di Castellone di Formia, alcune abitazioni furono interessate dal flusso irregolare di energia elettrica e subirono danni a vari elettrodomestici e apparecchiature elettriche.

Gli utenti danneggiati, stanchi dei frequenti problemi di tensione che erano costretti a subire periodicamente, si erano così rivolti alla Confconsumatori Latina per tutelare la propria posizione e richiedere il risarcimento dei danni subiti. Dal momento che la società Enel riteneva di non riconoscere alcun danno, non restava altro che agire legalmente per ottenere tutela in sede giudiziale.

"Il Giudice ha stabilito – dichiara l'avv. Franco Conte Presidente della Federazione Provinciale di Latina della Confconsumatori – che nel caso di specie trova applicazione il principio più volte sancito dalla Corte di Cassazione, secondo il quale con riguardo alla gestione di una conduttura aerea di energia elettrica, l'inosservanza da parte dell'Enel delle misure di salvaguardia implica la responsabilità risarcitoria dell'ente medesimo, per i danni subiti". 

Scarica la sentenza cliccando QUI.


Acqualatina, ancora penali per servizio fognatura e depurazione

La Confconsumatori ribadisce, ancora una volta, la necessità di prendere decisioni serie e definitive in merito all'ormai annoso problema dell'applicazione delle sanzioni e dei costi di penale nelle ipotesi di mancata messa a regime delle forniture relativamente al servizio di fognatura e depurazione.

 08 marzo 2011- La Confconsumatori Latina è vicina agli utenti del servizio idrico pontino sin  dal 2007 con azioni di sensibilizzazione e  di assistenza dell'utenza nonché partecipando direttamente e unitamente alle altre associazioni presenti in provincia agli incontri di lavoro e di definizione del regolamento del servizio idrico integrato.

 In particolare, con riferimento alla specifica problematica della mancata messa a regime del servizio di depurazione e fognatura, si è ribadito da sempre la necessità di una regolamentazione seria e definitiva della materia.

E' necessario porre fine alla anomala situazione di irregolarità che si protrae ormai dal 2003, “non è possibile – ribadisce l'avv. Franco Conte presidente provinciale della Confconsumatori Latina - che a circa 8 anni dall'inizio della gestione Acqualatina, non si sia ancora risolto definitivamente il problema della messa a regola e dell'inserimento della voce servizio di fognatura e depurazione nella bolletta idrica. Tale situazione ha creato e crea continui problemi, poiché periodicamente si provvedono ad effettuare accertamenti nei confronti di ignari utenti che non hanno assolutamente nessuna responsabilità tutte le volte in cui tale irregolarità è da addebitarsi solo ed esclusivamente alla omessa trasmissione di dati tra i soggetti che si sono succeduti nella gestione del servizio idrico”.

 Si è appreso ancora in questi giorni come l'Amministrazione Comunale di Gaeta abbia inteso prendere posizione in merito a tale problematica facendosi promotrice di iniziative di sensibilizzazione nei confronti del Gestore Idrico.

 La Confconsumatori, auspicando sempre e comunque la adozione di misure idonee a tutelare nel modo migliore il consumatore finale, chiede che non si incorra nello stesso errore in cui si è incorsi per la medesima problematica relativa ai cittadini del Comune di Minturno.

Nello scorso ottobre, infatti, l'Amministrazione comunale di Minturno si è fatta portavoce delle medesime istanze di regolamentazione della problematica relativa al servizio fognatura e depurazione che ha portato ad un accordo, i cui termini puntuali risultano ancora oggi del tutto sconosciuti, e  a cui è stata data ampia risonanza sui media locali ma per la stesura del quale il Gestore Idrico, diversamente da quanto fatto in altre occasioni, ha ritenuto non necessario il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori.

 E' auspicabile quindi che, nel caso specifico, Acqualatina nell'intraprendere consultazioni con l'Amministrazione comunale di Gaeta e con tutte le altre amministrazioni comunali interessate alle medesime problematiche, coinvolga le associazioni dei consumatori nella regolamentazione definitiva del problema attraverso la predisposizione di misure idonee a ciò e applicabili appunto a tutti i consumatori della provincia di Latina.


TELEFONIA

Conciliazione, Telecom inadempiente: condannata

Il Giudice di Pace di Fondi ha condannato Telecom al pagamento di quanto stabilito in conciliazione e delle spese legali sostenute dal consumatore

Latina, 10 febbraio 2011 – Il Giudice di Pace di Fondi ha riconosciuto l'inadempimento della Società Telecom Italia S.p.a. condannandola al pagamento di quanto precedentemente stabilito in sede di conciliazione e all'ulteriore condanna alle spese legali che l'utente ha dovuto sostenere per vedere riconosciuto il proprio diritto.

Nell'ottobre 2007 un consumatore di Fondi, a causa degli ormai noti addebiti su fattura di costi relativi a collegamenti internet mai effettuati, si rivolgeva alla Confconsumatori Federazione Provinciale di Latina dando corso prima di tutto alla normale procedura di reclamo e, successivamente, si adiva la Camera di Conciliazione Paritetica istituita proprio dalla soc. Telecom Italia S.p.A.

In questa sede i conciliatori riconoscevano al consumatore la somma di  € 392,40 che nonostante i numerosi solleciti non veniva mai corrisposta.

Successivamente si provvedeva per il tramite dei legali dell'associazione a notificare atto di citazione per il riconoscimento di quanto dovuto, giudizio che ha trovato conclusione positiva con la recente sentenza emessa dal Giudice di Pace di Fondi il quale ha riconosciuto il buon diritto del consumatore condannando la Telecom Italia S.p.A. al pagamento della somma dovuta, degli interessi legali e delle ulteriori spese legali che sono state sostenute.

Ancora una volta – afferma l'avv. Franco Conte Presidente Provinciale della Confconsumatori - si è dovuti assistere alla prepotenza del gestore telefonico di turno il quale anche avendo riconosciuto il proprio obbligo nei confronti del consumatore, ha comunque continuato a porre in essere comportamenti dilatori e ostruzionistici. E' grave che ogni volta si debba essere costretti a iniziare un giudizio per recuperare una somma dovuta".

"Allo stesso tempo - conclude Conte - è importante ricordare ai consumatori di non rinunciare mai ai propri diritti e che comunque ci si può rivolgere alla Confconsumatori per ricevere assistenza e consulenza anche a mezzo dei propri legali.”

Scarica la sentenza cliccando QUI.


Sequestro di prodotti ittici nei comuni di Formia, Minturno e Santi Cosma e Damiano

Dopo le operazioni dei Carabinieri  di Formia e della Guardia Costiera, Confconsumatori si costituirà parte civile

Minturno Scauri, 12 novembre 2010 – Il sequestro di prodotti ittici venduti presso attività commerciali del sud pontino è un fatto grave.

La Confconsumatori Federazione Provinciale di Latina esprime il suo plauso dei confronti dell'attività congiunta svolta dai Carabinieri della Compagnia di Formia e quelli dell’omologo Comando della Guardia Costiera.

Nei giorni scorsi i due Comandi, nell’ambito di un nuovo servizio coordinato congiunto, volto alla tutela dei consumatori, in materia di etichettatura, tracciabilità e commercializzazione di prodotti ittici allo stato giovanile, hanno conseguito importanti risultati. L’attività posta in essere è tesa alla prevenzione, lungo la fascia costiera, della pesca di frodo, a tutela dei consumatori e alla salvaguardia  dell’ambiente marino.

In particolare a seguito di specifiche ispezioni verificatesi in esercizi commerciali situati nei Comuni di Formia, Minturno e Santi Cosma e Damiano, sono stati sequestrati prodotti ittici venduti pur essendo privi di qualsiasi informazione in merito all’etichettatura e alla tracciabilità degli stessi, così come previsto dalle normative nazionali e comunitarie.

L'informazione e la sicurezza alimentare sono oggi uno dei settori più importanti nei quali le associazioni dei consumatori devono esercitare il loro ruolo. E la sicurezza alimentare nonché la possibilità di operare scelte consapevoli al momento dell’acquisto può essere garantita solo dalla qualità dei prodotti e dalla etichettatura degli stessi.

Per tali motivi la Confconsumatori Federazione Provinciale di Latina si costituirà parte civile nei procedimenti penali consequenziali a tali attività di indagine, a tutela dei consumatori del sud pontino.

L'associazione manifesta la propria soddisfazione per l’attività di controllo operata sul territorio, così come dichiarato dai comandi dei carabinieri della Compagnia di Formia e della Guardia Costiera, e della manifestata volontà di intensificare gli stessi anche in prossimità delle imminenti feste natalizie, al fine di  scoraggiare la vendita di prodotti ittici locali non aventi i previsti requisiti.

É importante sapere, a tutela del consumatore,  che ogni specie ittica presente sul banco di vendita deve contenere le informazioni obbligatorie per la messa in vendita e nello specifico la denominazione commerciale, la provenienza e il metodo di cattura del prodotto, al fine di non trarre in inganno il consumatore nell’acquisto dello stesso.

A tale attività la Confconsumatori Federazione Provinciale di Latina garantirà, per quanto di sua competenza, il massimo sostegno.
La tutela alimentare del consumatore, con la scoperta di queste attività illecite e il consequenziale sequestro dei prodotti non conformi alla normativa di legge presso esercizi commerciali situati nei Comuni del sud pontino costituisce una importante attività di salvaguardia della salute alimentare. E' necessario – afferma l’avv. Franco Conte, Presidente della Federazione Provinciale della Confconsumatori -  che tutti facciano la propria parte, a iniziare dalla associazioni dei consumatori, perché nella battaglia a sostegno della qualità dei prodotti alimentari, forze dell'ordine e magistratura non possono essere lasciati soli”.

Per maggiori informazioni clicca qui



GARANZIE E BENI DI CONSUMO

Auto usata: la garanzia post vendita è valida

Il Giudice di Pace di Latina riconosce garanzia post vendita per auto usata: il venditore deve risarcire le spese di riparazione

Latina, 19 ottobre 2010 – Il Giudice di Pace di Latina ha confermato che anche per i beni usati (in particolare vetture) sussiste la garanzia post vendita gravante sul venditore ai sensi dell’art. 129 del D. Lgs. N. 206/2005, cd. Codice del Consumo.

In particolare il predetto art. 129 stabilisce l’obbligo del venditore di consegnare beni privi di ogni possibile anomalia. Infatti nella vendita con causa di consumo il consumatore non acquista per fare un affare, ma per soddisfare direttamente con l’utilizzazione del bene un proprio bisogno contingente.

La Confconsumatori Latina ha assistito, sin dal primo momento, il consumatore in questione, il quale aveva provveduto all’acquisto di una vettura usata, che ha presentato da subito difetti vari. Tali difetti sono stati riparati ma al terzo episodio in sei mesi dall’acquisto, il consumatore si è visto opporre le più disparate motivazioni in merito alla riparazione della vettura; spinto anche dalla necessità dell’utilizzo del mezzo si vedeva costretto a far riparare lo stesso presso un'altra officina meccanica.

Rivoltosi alla Confconsumatori Latina, si provvedeva prima a mettere in mora il venditore e successivamente ad assisterlo nel giudizio civile dinanzi al Giudice competente, che ha riconosciuto la restituzione della intera somma pagata per la riparazione della vettura oltre alle spese di lite.

E’ importante ricordare a tutti i consumatori – afferma l’avv. Franco Conte, Presidente di Confconsumatori Latina – che esistono precisi obblighi a carico dei venditori i quali sono direttamente responsabili per tutti gli eventuali vizi delle cose vendute per un periodo di due anni dall’acquisto e per le vetture usate per un anno dall’acquisto. In particolare è bene che i consumatori, se ne ricorre il caso, si rivolgano alle associazioni di consumatori tutte le volte in cui i venditori cerchino di sottrarsi ai propri obblighi di garanzia”.

Anche in questo specifico caso – continua l’avv. Conte – il Giudice ha stabilito che è preciso diritto del consumatore poter scegliere di far riparare il bene o eventualmente sostituirlo senza alcun onere per il consumatore stesso.”

Scarica la sentenza cliccando QUI.

Per maggiori informazioni clicca qui Confconsumatori



Occhio alle truffe nel mercato dell'energia elettrica e del gas

Confconsumatori Latina denuncia: "molti, soprattutto anziani, si trovano un nuovo contratto senza aver avuto intenzione di sottoscriverlo"

Latina, 27 luglio 2010 - Sono ormai numerosi e in costante aumento i consumatori che si rivolgono allo sportello di Confconsumatori Latina lamentando di ritrovarsi con un contratto per fornitura di energia elettrica, e a volte anche del gas, con nuovi operatori del mercato senza aver avuto intenzione di sottoscriverlo.

Nella maggior parte dei casi – spiega l’avv. Franco Conte, presidente provinciale Confconsumatori - si sono presentati nelle abitazioni alcuni rappresentanti dei nuovi gestori del mercato dell’energia elettrica che con le motivazioni più diverse, spesso confuse e non chiare hanno posto in essere un nuovo rapporto contrattuale a volte anche con atteggiamenti discutibili quali la richiesta di firma sul contratto da parte di familiari non titolari di utenza in alcuni casi perfino minorenni. Il servizio viene inoltre attivato prematuramente rispetto ai 10 giorni previsti per l’esercizio del diritto di recesso".

"In altri casi - continua l'avvocato Conte -  cosa ancora più grave, ignari consumatori si sono trovati attivati contratti energetici con nuovi operatori senza aver mai firmato alcun contratto ed infatti successivamente si è accertato che la firma apposta sul contratto era palesemente falsa. Per quanto sopra invitiamo tutti gli utenti, soprattutto i più anziani, spesso facilmente raggirabili, a prestare la massima attenzione, a farsi sempre assistere da familiari o vicini più esperti ed eventualmente rivolgersi alle Associazioni dei Consumatori”.

Confconsumatori è a disposizione degli utenti per risolvere tutte le problematiche che possano verificarsi nell’ambito del mercato dell’energia elettrica e del gas avendo anche la possibilità di assistere con rappresentanti interni all’associazione gli utenti qualora si rendesse necessaria l’apertura di una procedura di conciliazione.

Per maggiori informazioni clicca qui Confconsumatori



A Minturno un'importante vittoria di Confconsumatori che sancisce il diritto al rimborso in caso di Bancomat o Carta di credito clonati.

Minturno Scauri 11 dicembre 2009 - Un'importante vittoria della Confconsumatori in tema di clonazione di bancomat e carte di credito è stata ottenuta nei confronti della società Poste Italiane S.p.A. Il Giudice di Pace di Minturno ha riconosciuto il diritto di un consumatore alla restituzione di quanto gli era stato sottratto illecitamente dalla sua Carta Postepay. Il consumatore in questione, come altri le cui segnalazioni sono pervenute alla Confconsumatori Provinciale, è stato coinvolto in una importante operazione di clonazione di carte di credito che ha interessato il sud pontino nell'agosto–settembre 2007 e si è visto sottrarre varie somme di denaro riconducibili ad acquisti mai effettuati. Si è dunque provveduto prontamente a segnalare quanto accaduto e a richiedere la restituzione delle somme di denaro sottratte direttamente alla società Poste Italiane S.p.A., obbligata per legge a tenere indenne  il titolare della carta di credito clonata. E' importante – dichiara l'avv. Franco Conte, Presidente Provinciale della Confconsumatori, - conoscere i propri diritti e utilizzare tutti i mezzi, anche giudiziari, per la tutela degli stessi. In particolare il Giudice di Pace di Minturno ha riconosciuto la responsabilità della società Poste Italiane S.p.A., la quale ha addirittura provveduto a disporre pagamenti in favore di terzi senza ricevere l'ordine di accredito dal titolare, venendo meno all'obbligo di diligenza professionale e di buona fede nell'esecuzione del contratto. Il Giudice, quindi, ha condannato le Poste Italiane S.p.A. alla restituzione di quanto sottratto illegittimamente dalla carta di credito nonché al pagamento delle spese legali.” “La Confconsumatori – continua l'avv. Conte - sin dal 2007 è stata vicina ai propri associati del sud pontino fornendo informazioni ed assistenza per la tutela degli stessi, impegno che ha trovato puntuale conferma attraverso il riconoscimento dei diritti dei consumatori e da ultimo anche in sede giudiziale con questa ultima sentenza del Giudice di Pace di Minturno.

Per leggere la sentenza clicca QUI

Per maggiori informazioni clicca qui Confconsumatori



Nulle le multe elevate in assenza di zone di parcheggio libero

Latina, 10 giugno 2008 - Un’altra sentenza si aggiunge al novero delle vittorie Confconsumatori e con riferimento alla illegittimità delle multe elevate dalle amministrazioni locali attraverso la predisposizione di aree a pagamento.

Da ultimo, anche il Giudice di Pace di Minturno (Latina) ha dichiarato la nullità del verbale di violazione dell’art. 157 c.d.s., come già stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

Con tale sentenza si è ribadito - dichiara Franco Conte, responsabile provinciale Confconsumatori Latina come sussista la nullità dei verbali elevati tutte le volte in cui il Comune non abbia ottemperato all’obbligo di istituire zone di parcheggio libero accanto a quelle di parcheggio a pagamento.

Clicca QUI per leggere il testo della sentenza

Per maggiori informazioni clicca qui Confconsumatori

            

Home
Chi siamo
Servizi
Pubblicazioni
Domiciliazioni
Contatti
  
 
Site Map